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Origine: АrсhDаilу

Esposizione Garage Dallegret / SUPERVOID

Mostra Garage Dallegret / SUPERVOID - Fotografia di interni, facciate, panchine

Mostra Garage Dallegret / SUPERVOID - Fotografia di interni, facciate

Descrizione testuale fornita dagli architetti. Garage Dallegret ospita l’immaginazione visionaria di François Dallegret tra design, belle arti, architettura e tecnologia. I disegni, gli oggetti e gli effimeri esposti descrivono una pratica immaginativa del futuro che abbatte i limiti disciplinari tra corpo umano e oggetto, soggettività e contesto urbano, realtà e immaginazione. Si tratta della prima mostra monografica italiana dell’artista e architetto, allestita presso Spazio Punch (Isola della Giudecca, Venezia) da un’idea ideata da Augusto Maurandi con Alessandra Ponte.

Mostra Garage Dallegret / SUPERVOID - Fotografia di interni, facciate, finestre, corrimano

Il carattere radicale – da radix – dei suoi progetti plasma un habitus che ripensa il rapporto tra spazio e oggetto attraverso un tono giocoso fuori dalla logica dello sfruttamento e della produzione. Attraverso il suo corpo, Dallegret si esibisce con oggetti e ambienti, tra pagine e bozzetti dei progetti. A questa corporeità fanno da contrappunto una postura metropolitana, nei bar e nei club, e un’euforia tecnologica, che guarda al futuro.

Mostra Garage Dallegret / SUPERVOID - Fotografia d'interni, Bagno

Le automobili ad alta tecnologia, una città spaziale inviata su Marte e gli oggetti meccanici sono estensioni del corpo per raggiungere ciò che è oltre se stesso e oltre il tempo presente. I disegni e le opere esposte nell’ex birrificio di Spazio Punch esprimono questa espansione sensoriale attraverso la macchina. Si ottiene uno spazio percettivo diverso dal gusto retro-futuristico. L’allestimento della mostra, ideato da Supervoid (Benjamin Gallegos Gabilondo e Marco Provinciali), apre fluidamente lo spazio per consentire l’eterogeneità delle sperimentazioni e delle invenzioni di François Dallegret.

Mostra Garage Dallegret / SUPERVOID - Immagine 13 di 13

Disegni e multipli realizzati per il Moma di New York e alcuni oggetti disfunzionali come La chaise enceinte (1965) abitano la mostra, comparendo qua e là, a casaccio senza gerarchia. I materiali, i supporti e le diverse scale seguono un racconto tenuto dallo spirito delle composizioni e percorre l’intera lunghezza dei due lati dell’edificio. Atomix (1968), un modello didattico di strutture atomiche – 6000 sfere d’acciaio di precisione che si muovono liberamente – dialoga con i sei disegni architettonici di A Home Is Not a House (1965).

Mostra Garage Dallegret / SUPERVOID - Immagine 4 di 13

I primi sono stati abbozzati per l’omonimo articolo di Reyner Banham su Art in America dove il critico e l’artista interpretano l’architettura al crocevia tra protoecologia e ultratecnologia. Nello stesso articolo, pacchetto standard di vita Un-house-Transportable. Il progetto Environment-Bubble raffigura una bolla gonfiabile che si adatta all’ambiente: Dallagret e Banham nudi sono seduti intorno a un “totem robot”.

Mostra Garage Dallegret / SUPERVOID - Fotografia di interni, mattoni, facciateEsposizione Garage Dallegret / SUPERVOID - Illuminazione

L’immagine fa da contrappunto ad Anatomy of a Dwelling, una casa americana standardizzata ridotta a una rete di tubi e cavi tra cielo e terra. KIIK, un oggetto metallico a forma di pillola, intende alleviare il disagio del corpo e le ossessioni della mente. Inoltre, aiuta a rinunciare a abitudini “cattive o buone” come smettere di fumare o iniziare a bere. Tra i dispositivi di amplificazione umana, l’IntroConversoMatic progettato per la rivista Bizarre – noto anche come NNMA (Network Neutrality Measurement Agent) – è una macchina indossabile composta da un sistema audio, un monitor, un microfono, una tastiera e un trasmettitore/ricevitore/trasduttore . Protegge l’integrità mentale dell’utente e mira a scrivere, ascoltare, vedere e persino avere una conversazione introspettiva con se stessi.

Mostra Garage Dallegret / SUPERVOID - Fotografia di interni, facciate

Con largo anticipo rispetto all’intelligenza artificiale, Littératuromatic (1963), da parte sua, produce letteratura. Le Drug è una farmacia-discoteca a Montréal e comprende un ristorante in un seminterrato, una boutique di moda e una galleria, ma puoi anche trovare di tutto, dai fiammiferi ai poster. Tra gli altri luoghi di svago ideati da Dallegret, troviamo New Penelope, club realizzato a Montreal (1966-1967); Palais Metro (Montreal 1967) e West Village (Kansas City 1972). Eat & Drink, fast-food, bar e club progettato nel 1972 per il World Trade Center di New York, rimodella la tipologia di spazio precedentemente formalizzato a New Penelope e rimane un progetto particolarmente ambizioso. Questa genealogia viene reintrodotta nella mostra con New New Penelope, uno spazio ideato da Supervoid per riunire il pubblico, riposarsi e condividere una conviviale percezione alternativa dello spettacolo.

Mostra Garage Dallegret / SUPERVOID - Immagine 11 di 13

Al di sopra della costellazione delle invenzioni, Wheely, un nuovo dispositivo futuristico, è collocato in una posizione più elevata poiché articola le traiettorie architettoniche della mostra. E’ un’eco dell’automobile Tubola (1968) ed è stata creata appositamente per il nostro locale veneziano. In quanto prima mostra monografica italiana dell’artista e architetto, Garage Dallegret intende dialogare con le riflessioni esposte in Il Laboratorio del Futuro di Lesley Looks, curatrice della 18. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. All’incrocio tra l’immaginazione come dispositivo progettuale e il progetto architettonico come percezione di come stare al mondo, la sperimentazione di François Dallegret è la risposta che Spazio Punch offre all’esigenza di una narrazione riguardante visioni e pratiche del futuro. La mostra sarà anche una piattaforma per sviluppare progetti attraverso bandi aperti a designer, artisti e architetti locali.

Mostra Garage Dallegret / SUPERVOID - Fotografia d'interni, tavolo, sedia
Origine: АrсhDаilу

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